L’APSI è un’associazione nata nel 2019 e costituita da psicologi italiani che vivono e lavorano in Francia.

Il nostro intento è quello di creare una rete, non solo tra gli psicologi italiani che lavorano in Francia, ma anche con altri professionisti italiani della salute. L’obiettivo è di offrire ai nostri connazionali un punto di riferimento costituito da psicologi sperimentati, di costruire un confronto formativo tra le specifiche competenze di ogni aderente, e di organizzare insieme eventi culturali aperti al pubblico.

La nostra particolarità è quella di essere un’associazione eterogenea e composita, in cui psicologi italiani di diverso indirizzo si associano e si confrontano con l’obiettivo comune di sviluppare e approfondire la pratica clinica.

orientamento

Gli psicologi che operano all’interno dell’associazione seguono differenti tipi di approccio metodologico: 

la casa: luogo fisico, luogo psichico?

EVENTI APSI PARIGI

Cari amici,

l’APSI (Associazione Psicologi Italiani in Francia) e il DIRE (Donne Italiane Rete Estera) hanno il piacere di presentare il primo webinar congiunto sul tema:

“LA CASA: LUOGO FISICO, LUOGO PSICHICO?”

Si è parlato della casa sia come luogo estetico, narrativo, che ci “racconta”, sia come luogo della nostra intimità psichica delle nostre radici.

La casa assume infatti molte sfumature e molti volti, anche simbolici, in particolare per chi, come molti tra di voi, vive l’esperienza dell’espatrio, e di un eventuale ritorno, o rientro.

Dentro e fuori il COVID: quali prospettive?

EVENTI APSI PARIGI
L’APSI è orgogliosa di condividere il video del primo Webinar Zoom tenutosi il 30 settembre 2021, intitolato « Dentro e fuori il Covid. Quali prospettive? ».
 
Non perdete gli interventi degli psicologi membri di APSI:
La Dottoressa Sara SESIA interviene sui bambini e il concetto di “meraviglia” in particolare durante la pandemia;
La Dottoressa Floriana PACELLI condivide la sua esperienza in un reparto ospedaliero per adolescenti durante i periodi intensi di Covid;
Il Dottor Marco ANDROSIGLIO propone una riflessione sulla sua pratica clinica con adulti in tempo di pandemia.

articoli pubblicati

Lo scompiglio creativo dell’essere terapeuta

di MARIA ELENA FANTONI

Come scrivere qualcosa sulla mia esperienza clinica durante la crisi sanitaria? Ci sarebbero tante tematiche da approfondire. Per esempio, ciò che comporta lavorare con il video, senza percepire il corpo che è fisicamente assente ma con una finestra nell’intimità delle persone che chiamano da casa propria.

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En tout cas un chez soi.

di ANNA ARRIVABENE
Ce n’est pas un hasard si dans les thérapies et les discussions, l’on évoque sa maison de manière si constante et répétée, Bien sûr, s’expatrier en rend le manque plus aigu. Être loin de chez soi fait resurgir le sens d’intime protection que donne sa maison.

 En tant que lieu physique, la maison est un lieu couvert. On s’y met à l’abri sous un toit dont le sans abri est dépourvu. Sous cet angle, la maison est une construction matérielle.

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La casa, una costruzione psichica: non a caso casa mia è il mio caso

di ANNA ARRIVABENE

Non a caso nelle terapie, si evoca la casa, la casa madre, in un modo ripetuto. Certo l’espatriarsi ne rende la mancanza più acuta. Stare lontano da casa fa risorgere il senso d’intima protezione che dà.

In quanto luogo fisico, la casa è un posto coperto. Ci si mette al coperto sotto un tetto, cosa  di cui il senza tetto è sprovveduto. Intesa così, la casa è costruzione materiale.

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il giardino dei ciliegi

La costruzione di un luogo psichico. Brevi riflessioni sulla nozione di casa natale.

di EMANUELA SURACE
Che cosa rappresenta per noi tutti la casa natale e che cosa intendiamo con questa formula che traduce il piu originario dei quesiti : da dove vengo ? da quale desiderio sono nato ?

Cosa può dirci la psicoanalisi di questa nozione dinamica a cui spesso si mescola il tragico senso della perdita, dell’irreversibile, del trauma, dell’invivibile ma anche dell’indimeticabile, del souvenir d’enfance ? Pensare la casa natale é pensare l’infanzia : ce temps qui ne passe pas e che per questo rivive nei nostri sogni e in quelli dei nostri pazienti come luogo prediletto dell’inconscio.

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